«Paradossalmente», arte e scienza fuse nella cartapesta del Carnevale
La contaminazione come fusione di elementi di diversa provenienza nella composizione di un’opera: è questa la definizione che racchiude perfettamente l’essenza del laboratorio a cielo aperto «Paradossalmente- La scienza in cartapesta», in cui arte e scienza si fondono armonicamente, si contaminano per celebrare l’anno internazionale della Fisica Quantistica. Organizzata nella suggestiva cornice del centro storico di Putignano, la mostra è un inedito laboratorio a cielo aperto frutto della collaborazione tra la Fondazione Carnevale di Putignano e l’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Si tratta di un unicum nel suo genere e promette di svelare i misteri della fisica quantistica attraverso le creazioni allegoriche dei maestri cartapestai putignanesi. Francesco Mezzapesa, ricercatore Ifn-Cnr, sottolinea come l’idea della mostra sia nata «da una sferzata alla logica, da un punto di rottura con le convenzioni: “Paradossalmente” è un viaggio metaforico che coinvolge emozioni, percezioni e sentimenti di chi esplora curioso il mondo subatomico, quel luogo sospeso in cui le regole della fisica classica sembrano dissolversi. Il Carnevale, con la sua innata capacità di creare universi paralleli e capovolgere la percezione del reale, diventa il veicolo perfetto per raccontare questi fenomeni inusuali e affascinanti». Il percorso espositivo si sviluppa attraverso sei installazioni, ognuna curata dal talento e dalla creatività degli artisti cartapestai:
SENBAZUARU (D. BIANCO) – Un fungo atomico circondato da origami leggeri, in cui distruzione e speranza convivono in un’opera realizzata in memoria di Sadako Sasaki e delle mille gru di carta
OMBRE – LIBERTÀ QUANTICA (CHIODO FISSO) – Un’opera fragile e poetica, dove frammenti di cartapesta si compongono in un messaggio di pace intermittente che appare solo se colpito da una luce precisa
AMORE UNIVERSALE (M. GUARNIERI) – Il misterioso intreccio tra gli esseri viventi si fonde in un abbraccio cosmico, oltre lo spazio e il tempo
NATURA MORTA (D. SIMONE) – Un’anguria che si rivela trappola, e dietro l’apparenza di un frutto estivo, solo corpi compressi, dolore muto, silenzio colpevole
IL SEME DELLA REALTÀ (F. LIPPOLIS) – Lo sguardo dell’osservatore definisce i contorni della realtà e dà forma al mondo
L’OSSERVATORE E L’OSSERVATO (L. BRESSAN) – Una figura femminile sospesa nel vuoto coinvolge lo spettatore in un gioco di riflessi L’obiettivo del progetto è proprio destare meraviglia nel visitatore, accompagnandolo in un percorso immersivo che stimoli coinvolgimento, immaginazione, apertura, stupore.
Attraverso opere d’arte che sembrano uscite da un sogno, si evocano concetti come la dualità onda-particella, l’entanglement quantistico, la sovrapposizione di stati e la natura sfuggente della realtà. Ma, proprio grazie alla mutua contaminazione tra scienza e arte, questa mostra è qualcosa di più, è uno strumento di definizione della realtà che ci circonda (Il seme della realtà), una maniera per rivendicare il proprio ruolo nell’uni – verso (L’osservatore e l’osservato) pur rifiutando derive individualiste (Amore universale), un commovente anelito di speranza verso la ricostruzione (Senbazuaru). È una denuncia sociale, il pretesto per analizzare la realtà attuale e riconoscerne i crudeli paradossi di mani che rimangono candide eppur consapevoli osservatrici dei più feroci crimini (Natura morta). Ed è l’occasione per costruire pazientemente infaticabili messaggi di pace con la dolcezza della cartapesta (Ombre – libertà quantica). La mostra, proprio grazie alle diverse chiavi di lettura di queste opere, è pensata per essere accessibile a tutti, dai più giovani agli appassionati di scienza: un invito a guardare la realtà da una prospettiva insolita che vuole sfidare il senso comune, alla scoperta della magia che si cela dietro le leggi che governano l’universo. «Ogni opera esposta non è solo un capolavoro di cartapesta, ma una vera e propria poesia visiva, un giocoso paradosso che invita a riflettere sui concetti più astratti della scienza », chiosa Caterina Gaudiuso, ricercatrice Ifn-Cnr. A completare l’esperienza, le Serate Quantistiche, una serie di attività ludiche ed eventi dedicati ai più piccoli per esplorare, apprendere e scoprire che, a Putignano, la scienza non è mai stata così… paradossalmente divertente!!









