La Gaia Blu approda a Bari
La nave da ricerca del CNR porta il mare dentro la città
Lunedi 11 maggio, al porto di Bari, ha fatto tappa la nave oceanografica Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche: ottantaquattro metri di acciaio e tecnologia ormeggiati nel cuore del capoluogo pugliese.
Gaia Blu è ora impegnata nella campagna oceanografica EMSO-SA (European Multidisciplinary Seafloor and Water Column Observatory – Southern Adriatic), un progetto europeo dedicato all’osservazione sistematica del fondale marino e della colonna d’acqua adriatica: un osservatorio permanente del mare, capace di monitorare in tempo reale le condizioni ambientali e i cambiamenti in atto in uno dei bacini più sensibili del Mediterraneo.
La Gaia Blu non è una nave qualunque. Con oltre 2.000 tonnellate di stazza, dal 2022 è la nave oceanografica del CNR, ricevuta in donazione dallo Schmidt Ocean Institute a seguito di una competizione internazionale in cui il CNR si impose con una proposta sull’importanza della ricerca nel Mediterraneo — uno degli “hot spot” globali del cambiamento climatico. Grazie ad essa, il CNR conduce studi in ambito geologico, oceanografico, biologico e atmosferico nel Mediterraneo e negli oceani, fino alle aree polari: un laboratorio galleggiante unico nel suo genere, messo a disposizione dell’intera comunità scientifica nazionale e internazionale.
A salire a bordo, in rappresentanza dell’Area della Ricerca di Bari del CNR, è stata Cinzia Giannini, presidente f.f. dell’Area, accompagnata da Nicola Montemurro, responsabile dell’Area stessa, accolti dal capo missione Stefano Miserocchi (CNR-IP) e dal direttore delle operazioni Leonardo Langone (CNR-ISP).
La presidente Giannini ha voluto che la visita avesse anche una valenza istituzionale più ampia, invitando a bordo gli assessori comunali di Bari Elda Perlino e Pietro Petruzzelli: un segnale chiaro di come la ricerca pubblica debba dialogare con chi governa il territorio, costruendo ponti tra scienza e comunità. Stefano Miserocchi e Leonardo Langone si sono generosamente dedicati ad illustrare a tutti il presenti il progetto in corso, la strumentazione scientifica, la vita di bordo. La campagna EMSO-SA si inserisce in una rete europea di osservatori marini permanenti che sorvegliano il fondale e la colonna d’acqua in punti strategici dei mari continentali. L’Adriatico meridionale è uno di questi punti: un bacino semi-chiuso, sensibilissimo ai mutamenti climatici, crocevia di correnti e biodiversità. Studiarlo significa comprendere meglio il futuro delle coste e delle comunità che vi si affacciano.










