IA e mare, nasce nelle scuole pugliesi il laboratorio dell’immaginazione
Come cambia l’educazione, in un tempo in cui le macchine sanno già rispondere a molte delle nostre domande? Come si trasformano il modo di apprendere e quello di insegnare? È da queste domande che nasce Ai. Edu Sea, progetto internazionale promosso dalla Jonian Dolphin Conservation insieme all’Istituto di Sistemi e tecnologie industriali intelligenti per il manifatturiero avanzato del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Stiima-Cnr) e a altri partner del Molise, Albania e Montenegro, nell’ambito del programma Interreg IPA South Adriatic.
LABORATORI CREATIVI – Ad aprile, tra Bari e Taranto, i primi workshop hanno coinvolto circa 200 studenti e docenti di alcune scuole superiori del territorio: il Liceo Classico Socrate, il Liceo Scientifico Fermi, l’Istituto Tecnico Tecnologico e Liceo Scientifico G. Marconi-M. Hack di Bari e l’Ites Polo Commerciale Pitagora di Taranto. Laboratori creativi dove i ragazzi immaginano soluzioni per la tutela del mare, utilizzando l’AI come strumento per pensare, creare e interpretare la realtà. Il Mare Adriatico è sempre più fragile. Inquinamento, cambiamenti climatici e perdita di biodiversità mettono a rischio un ecosistema da cui dipendono ambiente, economia e qualità della vita. Eppure manca spesso un’educazione capace di rendere le persone davvero consapevoli e protagonisti di questa sfida.
CAMBIO DI PROSPETTIVA – È qui che il progetto introduce un cambio di prospettiva. L’intelligenza artificiale non è proposta solo come strumento tecnico, ma come alleata del pensiero umano. Nei workshop, gli studenti lavorano in gruppo, discutono, progettano, immaginano. Nascono così città sottomarine immaginate per convivere con gli ecosistemi marini in modo equilibrato, olimpiadi della plastica basate sulla collaborazione collettiva per ripulire il mare attraverso sistemi intelligenti, strumenti ideati per riconoscere i delfini e seguirne i movimenti, e idee creative in cui l’AI diventa un mezzo per comprendere insieme i cambiamenti del mare. Al centro di ogni attività c’è il valore dell’impegno collettivo: imparare che la tutela dell’oceano e della vita non dipende dalla tecnologia o da una sola persona, ma dalla capacità di costruire visioni, responsabilità e azioni condivise.
LEGAME TRA UOMO E MARE – L’obiettivo è duplice: sviluppare competenze digitali e rafforzare la «ocean literacy», cioè la consapevolezza del legame tra uomo e mare. Un’educazione che unisce i sogni dei ragazzi con la tecnologia, l’ambiente e la responsabilità. Il valore del progetto sta anche nella sua dimensione internazionale. Italia, Albania e Montenegro condividono lo stesso mare e le stesse sfide. Lavorare insieme significa costruire un linguaggio comune e un modello educativo replicabile, capace di superare i confini geografici. I workshop rappresentano solo il primo passo. Nel prossimo anno scolastico il percorso proseguirà con i Living Labs, esperienze immersive in cui studenti e docenti saranno ancora più coinvolti nella progettazione di soluzioni concrete. Allo stesso tempo, attività analoghe coinvolgeranno molti altri studenti in Molise, Albania e Montenegro. Ai Edu Sea propone una direzione chiara: mantenere al centro l’essere umano, il nostro pensiero critico e la nostra capacità di immaginare e sognare. Perché il futuro del mare passa da qui: giovani che imparano non solo a usare la tecnologia, ma a darle un senso.








